Jorge Mario Bergoglio: il Papa della fine del mondo

By | 14 marzo 2013
Fumata bianca: HABEMUS PAPAM!

Ieri, come immagino miliardi di persone sparse in tutto il mondo, ho seguito trepidante l’elezione del Papa.

Già la mattinata si era aperta con sensazioni contrastanti: a Padova era scoppiato il finimondo, nel senso di un temporale parecchio violento che se nella città non ha fatto danni, altrettanto non si può dire per la cintura urbana e la zona di Abano Terme, che sono state colpite da un’intensa grandinata.


Però tutta Roma, ieri, ha fatto i conti con il maltempo: pioggia e temporali e grandine.

Il mio “caposupremo” ha così pronosticato: “quando si dimise Ratzinger nevicava e pioveva, e la sera delle dimissioni quel famoso fulmine ha colpito San Pietro…oggi, stesse condizioni, cielo inclemente: vedrai che entro stasera avremmo il nuovo Papa“.

E così è stato.


Al termine del quinto scrutinio, dopo due fumate nere, ecco, alle ore 19:20, la fumata bianca. Habemus papam! ha sussurrato 1 ora e 5 minuti più tardi il Protodiacono Jean-Louis Tauran:

Protodiacono Jean-Louis Tauran: gaudium magnum

“Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Georgium Marium, sanctae Romanae Ecclesiae cardinalem Bergoglio, quae sibi nomen imposuit FRANCISCUM”.

Chi è allora Jorge Mario Bergoglio, Francesco I?

PAPA FRANCESCO I. Il 266esimo successore di Pietro è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 ma ha origini piemontesi. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. Il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote. Il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua. Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 3 giugno 1997 è stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino. Dal Beato Giovanni Paolo II creato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.

Era già una figura nota negli ambienti vaticani: nello scorso Conclave fu il più votato dopo Ratzinger.

La Sistina e il comignolo fumante: c’è il Papa!

Da tutti è giudicato umile, riservato e attento ai poveri: quando venne nominato cardinale, chiese ai fedeli di non fare il viaggio fino a Roma, e di destinare i soldi ai poveri. Una scelta dirompente, in contrapposizione alle spinte conservatrici della Curia romana. Non è solo il primo papa sudamericano: l’argentino Bergoglio è anche il primo pontefice gesuita nella storia del papato. L’ordine fondato da Ignazio di Loyola nel 1534, infatti, pur essendo potentissimo nei secoli non ha mai espresso un papa di Roma, avendo tra l’altro una gerarchia molto strutturata con in testa un potente preposito generale, che non a caso viene tradizionalmente chiamato il “Papa nero“.

Dunque, è lui il PAPA NERO della famosa profezia di Malachia di cui parlammo tempo fa?

LA PROFEZIA DI MALACHIA: PIETRO ROMANO?
La profezia dice:

In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen.

(http://www.pensierospensierato.com/2013/02/benedetto-xvi-e-la-profezia-di-malachia.html#ixzz2NWlumJ1e)

Innanzitutto. Pietro Romano.
Francesco I non si chiama nè Pietro nè Romano, non proviene da nessuna città che si chiama Romano o che con Roma abbia attinenza, nè nella sua biografia ci sono punti di contatto con questi due nomi.

Quindi forse la profezia di Malachia qui fa cilecca…

Però, a voler ben guardare, una cosa l’ho notata:

Folgore su san Pietro: Benedetto XVI si è dimesso

Pietro è il nome del primo Papa. Romano, il nome romano, a me fa venire in mente un imperatore…Parlando di imperatori, infatti, quali sono gli imperatori più famosi dei re di Roma dell’antichità? Tra loro nessuno si chiamava Pietro, però…però vi sono molti imperatori o reggenti che si chiamarono Francesco. Pensiamo ad esempio, tanto per citarne qualcuno, a Francesco I da Carrara, signore di Padova; o a Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria. Francesco II del sacro Romano Impero. Certo, il nome Francesco è molto usato, in tutto il mondo, per cui qualche coincidenza è ovvia…

E poi la profezia di Malachia parla della “città dei sette colli” che verrà distrutta, e questo ovviamente si riferisce a Roma. La profezia dice che sul trono siederà Pietro il Romano, e sappiamo che Pietro fu il primo pontefice. Pietro, da una parte. Romano, dall’altra. Il sacro, nel nome del primo Papa, e il profano, con Romano che si riferirebbe all’impero. Qualcosa, o qualcuno, che sta in mezzo tra sacro e profano. E Francesco I sembra proprio un borderline, un grandissimo Papa che tende allo Spirito, (ovviamente, essendo Papa), e tiene lontano il profano, cui però è costretto a mescolarsi vista la posizione in cui si trova. Un Papa di mezzo, un Papa di transizione, verrebbe quasi da pensare.

Bergoglio: Francesco I

Un Papa che nella sua vita e nel suo modo di fare, come si è visto benissimo nel discorso che ha fatto ieri sera appena dopo essere stato eletto, ama l’umiltà e la fratellanza più di ogni altra cosa.

Ecco, a me questo fa pensare PIETRO ROMANO, un Papa che sta a metà strada tra Sacro e Profano, tra bene temporale e spirituale, che abbraccia ovviamente il campo spirituale però vuole tener ben distinto da esso il campo temporale.

Fratelli e sorelle, buonasera!

Sarà indubbiamente un Papa che nel suo pontificato dovrà affrontare mille peripezie, dovrà “pascere il suo gregge tra mille tribolazioni” come dice la profezia, tra mille sofferenze, perchè fare il Papa non è semplice, vedendo con chi hai a che fare, considerando soprattutto che il Papa è sovrano di due miliardi e mezzo di persone, cristiani per la maggior parte cattolici, e che tutto il mondo guarda a lui come guida (non per nulla, l’elezione del Pontefice è stata seguita ieri da tutti i media, di ogni religione e nazionalità), questo per sottolineare il grande, gravoso compito che il Papa deve portare a termine.

NOSTRADAMUS: IL PAPA NERO
Ma c’è un’altra profezia che si fa strada, in questi giorni, quella di un altro “profeta”: Nostradamus, dove si fa menzione di un “Papa nero”. Ovviamente non è il colore della pelle di Papa Francesco I a far pensare che si stia avverando la profezia, ma la sua appartenenza all’ordine dei gesuiti, e il fatto che sia la prima volta che un Pontefice provenga da tale ordine.
L’ordine dei gesuiti è stato fondato da Ignazio da Loyola nel 1534, ha una gerarchia molto complicata al cui vertice c’è il superiore generale della Compagnia di Gesù chiamato “Papa Nero”, per il colore della tonaca che porta, (che al momento non è assolutamente Bregoglio, ma Adolfo Nicolas). I sostenitori delle profezie e dell’occultismo però estendono il colore non solo alla persona al comando dell’ordine, ma a tutto l’ordine dei gesuiti, che viene appunto definito “ordine nero”.
 

Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo alla fine del mondo…

La profezia sul Papa nero dice che l’ultimo Pontefice, prima della fine del mondo verrà “da lontano per incontrare tribolazione e morte”. Da lontano…dalla fine del mondo? Ci si riallaccia quindi alle prime parole dette dal nuovo Papa Francesco I quando si è affacciato per la prima volta dal balcone di San Pietro rivolgendosi ai fedeli.

“Fratelli e sorelle, buonasera. Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo alla fine del mondo… Vi ringrazio dell’accoglienza. Vi ringrazio dell’accoglienza, alla comunità diocesana di Roma, al suo Vescovo, grazie. E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perchè il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca». Quindi ha recitato il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria. «E adesso incominciamo questo cammino, Vescovo e popolo, questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità a tutte le chiese. Un cammino di fratellanza, di amore e di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro, preghiamo per tutto il mondo, perchè ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi incominciamo – mi aiuterà il mio cardinale vicario qui presente – sia fruttuoso per la evangelizzazione di questa sempre bella città… Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore. Prima che il Vescovo benedica il popolo io vi chiedo che voi pregate il Signore perchè mi benedica: la preghiera del popolo chiedendo la benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me». «Adesso darò la benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e donne di buona volontà», ha proseguito, impartendo la benedizione in latino e concedendo l’indulgenza plenaria. «Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto, ci vediamo presto. Domani voglio andare a pregare la Madonna perchè custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo».

“Vengo dalla fine del mondo”. Ovviamente una coincidenza che ha alimentato la già fervida immaginazione e il complottismo degli occultisti, che vogliono a tutti i costi vedere nella figura di Francesco I il Papa Nero.In realtà, come spiega il Sole24ore, la frase potrebbe essere una citazione del gesuita padre Matteo Ricci, evangelizzatore della Cina. «Io – scriveva il religioso – mi trovo in questa fine del mondo nella quale l’obbedienza mi ha bottato». A dirlo è uno dei massimi studiosi di Ricci, il prof. Filippo Mignini, docente di Storia della filosofia all’Università di Macerata.

Il Papa che prega a San Pietro. Un Vescovo tra la gente

LA DATA DELL’ELEZIONE
Ci sono però degli elementi curiosi anche nella data dell’elezione del Papa: Francesco I sale sul Soglio di Pietro il 13-3-2013. Già ieri un mio caro amico diceva che, secondo lui, questa sarebbe stata la data  giusta per eleggere il Papa…e difatti ha avuto ragione (confesso: secondo me il nuovo pontefice sarebbe stato eletto oggi, non ieri).

La Morte: numero 13

Il 13-03-13 è una serie numerica non casuale.
Il 13 è un numero che è sempre accostato alla fine di un ciclo.
Nei Tarocchi infatti la Morte è l’arcano numero 13, e la Morte nei tarocchi segna la rinascita, la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo.
Sono tredici i mesi lunari in un anno e sono tredici i segni nell’astrologia celtica.
C’è un nuovo inizio e una nuova fine.

“Tredici – ricorda Wikipedia – ha anche un significato astrologico in quanto la somma dei primi 13 numeri dà come risultato 91 che è il numero di giorni di una stagione”.

Poi sul 13 ci sono anche gli apostoli. Sì erano 12, ma 12+1, Cristo. E in latino il nome “Jesus Christus” è composto da 13 lettere.  

Il primo tweet di Papa Benedetto XVI è stato cinguettato il 12 dicembre 2012, 12-12-12. Il suo successore arriva il 13-3-13.

Una successione da non sottovalutare.

Il 13 è il numero associato alla sommossa di Lucifero.
Il 13 è la somma delle singole lettere che in ebraico formano la parola uno אחד che concettualmente si riferisce ad un attributo di Dio. Infine tra sacro e profano il 13 nella smorfia napoletana è il numero di Sant’Antonio.

La preghiera del Santo Padre

Comunque siamo davvero davanti a un Papa da “fine del mondo”. 
Papa Francesco ha chiesto questa mattina di potersi recare in preghiera a Santa Maria Maggiore con un’auto meno lussuosa della Scv 001 messa a disposizione dalla Santa Sede per il successore di Benedetto XVI. E già ieri sera, già Papa, Francesco I ha deciso di rientrare alla Domus Santa Marta in autobus, assieme ai cardinali elettori. Papa Francesco ha inoltre preteso di alleggerire la scorta della Polizia di Stato italiana, riducendola a una sola automobile, una Ford. Papa Francesco ha ritirato poi i bagagli alla Casa del Clero, dove aveva soggiornato nei giorni che hanno preceduto il conclave, e ha pagato il conto per dare il buon esempio.

Lui è un Papa che non ama la ricchezza. Bergoglio infatti ha rifiutato la croce d’oro dell’abito del Papa, continuando a usare la stessa che aveva prima anche da vescovo: una croce piuttosto semplice e non d’oro. Sul crocifisso scelto da Papa Francesco è incisa la raffigurazione del buon pastore che porta sulle spalle la pecorella smarrita e, dietro, il suo gregge. In alto, invece, è raffigurata una colomba. E non indossa nemmeno le lussuose scarpe rosse con cui era solito apparire in pubblico il suo predecessore.
Il primo gesto dirompente Papa Francesco l’ha compiuto appena eletto, ancora all’interno della Cappella Sistina, come ha raccontato Lombardi: «Nella cappella Sistina, l’atto di omaggio da parte dei cardinali Papa Francesco lo ha ricevuto stando in piedi e senza sedersi sul seggio che era stato preparato davanti all’altare».

Il nuovo stemma «Miserando atque eligendo» è il motto adottato da Bergoglio. Il motto è tratto da un versetto del Vangelo secondo Matteo: Gesù vede un pubblicano e lo chiama, guardandolo con amore e scegliendolo perchè lo seguisse. Lo stemma episcopale ha al centro il monogramma di Cristo su campo blu, una stella ed un grappolo d’uva. Adesso Francesco deciderà se mantenere motto e stemma: prima i suoi predecessori recenti hanno tutti mantenuto da papa motto e stemma che avevano adottato da vescovi, in alcuni casi con aggiustamenti grafici.

Qualcosa del genere non si era mai vista, prima…un Papa umile, dolce, ma ferreo e fermo nelle sue decisioni.
Profezia o non profezia, sarà un grande Papa, e saprà portare avanti la sua missione: pascere il gregge delle sue pecore, intraprendere il suo “cammino di fratellanza, di amore, di fiducia”.

Grazie, Santità!

AGGIORNAMENTO: http://www.pensierospensierato.com/2013/03/la-verita-sulla-profezia-del-papa-nero.html

8 thoughts on “Jorge Mario Bergoglio: il Papa della fine del mondo

  1. Pingback: Le profezie di Anna Katharina Emmerick pensierospensierato

  2. TheObsidianMirror

    C’era un’interessante spiegazione circa la profezia di Malachia su un blog che, ahimé, non mi sono salvato nei preferiti e che non riesco più a rintracciare. Spiegava che la chiave era nella differenza tra il significato di “Papa” e quello di “Pontefice” (che io, nella mia ignoranza, ho sempre considerato sinonimi). Se dovessi rintracciare quel blog ti mando il link.

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    1. Donata Ginevra

      Ah! beh sarebbe stato un grande articolo! Attendo il link, grazie!

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  3. ilbibliofilo

    al momento dell’Habemuspapam stringevo la mano di mia moglie e insieme pregavamo “Fa’ che non sia Angelum, fa’ che non sia Angelum…” (per motivi che non sto adesso a spiegare, A. Scola non gode delle nostre simpatie)
    LA NOSTRA PREGHIERA E’ STATA ESAUDITA: “excellentissimum ac reverendissimum dominum GIORGIUM MARIUM cardinalem…”
    LUNGA VITA a papa Francesco!!!!!

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    1. Donata Ginevra

      eheheh no, nemmeno io tifavo per Angelo (Scola o bertone poco importa). A me piaceva moltissimo il cardinale O’Malley di Boston, ma alla fine lo SpiritoSanto ha fatto la sua scelta, dandoci un Papa che con la sua umiltà muoverà davvero il mondo.

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  4. Nick Parisi.

    Certo le profezie fanno paura, comunque vedremo…
    Quello che posso dire è che questo nuovo Papa ha un modo di fare che lo ha reso simpatico perfino a me che ho dei grossi dubbi sulla religione e che sono molto critico nei confronti del Clero. Mia moglie dice sempre che il “suo” Papa sarà sempre Wojtyla, chi lo sa forse adesso anche io ho trovato il “mio” di Papa.

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    1. Donata Ginevra

      anche a me piaceva Wojtyla, ma anche Ratzinger non era male, ha fatto un atto di grande coraggio…ora vedremo Francesco I come saprà destreggiarsi nel suo cammino…per quel che ha mostrato finora, è un uomo di polso e saprà farsi amare e benvolre, anche se con grandi difficioltà,…troppo umile per un posto del genere…speriamo bene!

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