21 giugno: benvenuta estate!

By | 21 giugno 2012

Ore 17:33. Temperatura a Padova: 36 gradi.

Oggi è il solstizio d’estate, il che significa che, astronomicamente parlando, il sole raggiunge la sua massima inclinazione positiva rispetto all’equatore celeste, e ci indica senza ombra di dubbio che siamo entrati proprio nella stagione più calda dell’anno, e ce ne siamo accorti da un pezzo, a dire il vero, viste le temperature torride che ci stanno accompagnando da un po’ e tolgono il sonno a tanti, visto che nemmeno di notte si riesce a dormire a causa dell’alto tasso d’umidità.

Caravaggio, Decapitazione di San Giovanni Battista
Il 21 giugno, nelle tradizioni precristiane, era considerato sacro e ancora oggi viene celebrato dalla religiosità popolare con una festa che cade qualche giorno dopo il solstizio, il 24 giugno, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista
Parlare della notte di San Giovanni significa accostarsi alla stragoneria e alla magia, dato che questo è considerato il giorno in cui le streghe acquisterebbero poteri e sarebbero in grado di compiere sortilegi e magie…
Tutte le leggende si basano su di un evento che accade nel cielo: il 24 giugno il sole, che ha appena superato il punto del solstizio, comincia a decrescere, sia pure impercettibilmente, sull’orizzonte: insomma, noi crediamo che cominci l’estate, ma in realtà, da quel momento in poi, il sole comincia a calare, per dissolversi, al fine della sua corsa verso il basso, nelle brume invernali. Sarà infatti nel momento del solstizio d’inverno, il 21 dicembre, che in realtà l’inverno, raggiunta la più lunga delle sue notti, comincerà a decrescere, per lasciar posto all’estate.
Nella notte della vigilia di San Giovanni, la notte più breve dell’anno, in tutte le campagne del Nord Europa l’attesa del sorgere del sole era (è ?) propiziata dai falò accesi sulle colline e sui monti, poiché da sempre, con il fuoco, si mettono in fuga le tenebre con le tenebre e con esse gli spiriti maligni, le streghe e i demoni vaganti nel cielo. Attorno ai fuochi si danzava e si cantava, e nella notte magica avvenivano prodigi: le acque trovavano voci e parole cristalline, le fiamme disegnavano nell’aria scura promesse d’amore e di fortuna, il Male si dissolveva sconfitto dalla stessa forza di cui subiva alla fine la condanna la feroce Erodiade, la regina maledetta che ebbe in dono il capo mozzo del Battista.  
Nella veglia, tra la notte e l’alba, i fiori bagnati di rugiada brillavano come segnali; allo spuntar del sole si sceglievano e raccoglievano in mazzi per essere benedetti in chiesa dal sacerdote. Bagnarsi nella rugiada o lavarsene almeno gli occhi al ritorno della luce era per i fedeli cristiani un gesto di purificazione prima di partecipare ai riti in chiesa.
Anche qui c’è una curiosa tradizione, che dice che, se nella notte di San Giovanni si espone alla rugiada un manoscritto o comunque qualcosa di inedito e sul quale si ripongono molta fiducia e molte aspettative, il Santo bagnerà quell’oggetto con le sue lacrime e porterà al compimento ciò che si desidera.
In molti paesi di montagna si è soliti effettuare il rito della benedizione dei “fiori di San Giovanni”, erbe benefiche e medicine medievali per curare il corpo ed evitare il malocchio, per proteggere la casa e gli animali domestici. Qui i fedeli recitano in chiesa la notte di San Giovanni, la preghiera “magica”, quella che proteggerà dai mali i raccolti. 

 “Dio onnipotente ed eterno, che hai santificato nell’utero di tua madre il beato Giovanni Battista, e nel deserto hai voluto nutrirlo di erbe, di radici e di locuste silvestri, degnati di benedire questi rami, i fiori e le nuove biade, i frutti e le erbe che i popoli ……raccolgono, affinché …..siano una medicina per tutte le anime e per i corpi.
Dio, che in principio hai creato tutte le cose con la Tua onnipotenza e ad esse hai assegnato una forza, degnati di benedire questo insieme di erbe e di fiori, affinché tutti quelli che li portano con sé o li conservano nelle loro case, siano liberati da ogni inganno diabolico.
Dio onnipotente ed eterno, che ti sei degnato di nutrire nelle grotte del deserto il beato Giovanni Battista di locuste e di miele selvatico, degnati pure, Signore, di benedire e di santificare questi fiori oggi preparati in onore al Tuo nome, affinché a tutti quelli che li portano in mano o li conservano nelle loro abitazioni, siano di protezione per i corpi e per le loro anime e di medicina per tutte le malattie.
Dio onnipotente ed eterno, creatore di tutte le cose per l’utilità del genere umano degnati di benedire e di santificare queste creature di erbe e di fiori, affinché tutti quelli che da esse ne abbiano presi alcuni e li abbiano portati con sé ricevano la guarigione tanto del corpo come dell’anima, e affinché per propria forza, e in onore di Tuo Figlio e Nostro Signore e in onore del beato Giovanni Battista siano nuovamente beati e santificati e abbiano potere contro le tenebre, le nubi e le malignità delle tempeste e contro le incursioni dei demoni …..”
. FONTE: meteoweb.eu

Verbena
Ma parlare di San Giovanni, di erbe di San Giovanni, significa anche parlare di fiori: l’artemisia, l’erica, l’arnica, le bacche rosso fuoco del ribes, la verbena, della quale è credenza diffusa che, colta a mezzanotte della vigilia di San Giovanni, costituisca un’infallibile protezione contro i fulmini, ed è conosciuta in Bretagna come “erba della croce”, perché si ritiene che protegga chi la porta con sé da qualsiasi male ed anche come “erba della doppia vista” perché il berne un infuso facilita la visione di realtà altrimenti nascoste.  E ancora, tipico della notte di San Giovanni, il raro, misterioso fiore della felce che cresce nella notte magica, e si dice fiorisca a mezzanotte.
 
Iperico
Un altro fiore, questo facilmente rintracciabile e che appare d’oro anche ad occhio nudo, è legato nella memoria popolare al solstizio d’estate. La densità della sua fioritura è tale da risaltare sulle grandi distese, come una gran macchia di colore giallo oro misto a rame; i fiori infatti, così numerosi e brillanti, durano poco, un giorno soltanto, e subito appassiscono e assumono un colore rosso ruggine. Si tratta dell’iperico, un fiore dei campi che è detto erba di San Giovanni, perché anticamente chi si trovava per strada la notte della vigilia, quando le streghe si recavano a frotte verso il luogo sabba, se ne proteggeva infilandoselo sotto la camicia insieme con altre erbe, dall’aglio, all’artemisia, alla ruta. 
 Il suo stretto legame col Battista sarebbe testimoniato dai petali che, strofinati tra le dita, le macchiano di rosso perché contengono un succo detto per il suo colore “sangue di San Giovanni”

Altrettanto conosciuta era l’Erba Lucente, che consentiva, se portata sul corpo, di vedere la verità delle cose senza mascheramenti o inganni. Poiché quest’erba era invisibile agli uomini, ma non ai bovini domestici, la si poteva raccogliere solo seguendo un vitello al suo primo pascolo, oppure le mandrie, nella notte di San Giovanni. Si raccontava infatti che in quelle occasioni i bovini mangiassero solo quell’erba, dando così la possibilità a chi proprio lo desiderava di individuarla. Cos’è quest’erba? Non crediate sia una cosa impossibile o legata alla fantasia popolare! L’erba lucente è anche conosciuta come ALBA LUCCIA, parola che deriva dal sardo AlbaLuccia=ErbaLucente. E l’Albaluccia altro non è che il Quadrifoglio.

E San Giovanni protegge anche i sentimenti, favorendo l’amore duraturo di giovani coppie innamorate…non si parla qui di fare intrugli e infusi con le erbe del Santo, ma semplicemente di scrivere su un bigliettino il proprio nome e quello della persona amata, avvolgerlo con sette fili d’erba e porlo sul davanzale di una finestra che guarda a ponente, laddove è sceso il sole, e di porlo mentre il sole tramonta, tingendo di rosso il cielo.
Se l’indomani si troverà il foglietto ancora legato con i sette fili d’erba, vorrà dire che non v’è speranza alcuna di conquistare la persona amata, ma se il biglietto apparirà aperto, o addirittura non si troverà più, significherà che San Giovanni è passato di là quella notte, portando con sè il biglietto e consegnandolo alla persona amata, che resterà legata a voi per sempre….

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