Terremoti e vulcani: c’è correlazione?

LA TERRA HA LE DOGLIE?
Non passa giorno in cui le scosse di terremoto non ci sorprendano. Oggi stavo tranquilla e beata sulla poltroncina del dentista, che di per se non è esattamente un posto in cui si sta tranquilli, e alle ore 16:58 una nuova scossa si è fatta sentire. Magnitudo 4, epicentro nel Modenese. E si continua. Senza sosta.

Ormai se ne conta una ogni 5-7 minuti, si prende il tempo al terremoto, esattamente come una partoriente misura le contrazioni uterine che segnalano l’imminente parto. Una contrazione ogni 10, 7, 5 minuti, poi sempre più ravvicinate, e alla fine una nuova vita viene al mondo.

Ma adesso, cosa sta per partorire il ventre di Madre Terra? Di sicuro il suo bambino non lo vuole nessuno, perchè è un bambino pericoloso, spaventoso, terrificante, ma quando le contrazioni sono in atto è impossibile fermarle, e si può solo sperare, e pregare (per chi ci crede) che le cose vadano per il meglio, senza fare troppi danni.

Io continuo a informarmi. Forse mi sto facendo del male, non lo so, ma non riesco a farne a meno, non riesco e non voglio farne a meno, perchè la mia sete di sapere, di informazione, di dare un perchè e un come a quello che sta accadendo mi spinge sempre più avanti, per trovare risposta alle mille domande che mi si affollano nella testa, e che credo siano le stesse che ognuno si pone quando si ha a che fare con qualcosa che non si conosce.

Sappiamo bene cos’è il terremoto e come si scatena la sua forza, ipotizziamo cosa può essere la sua causa scatenante, conosciamo gli eventi ad esso legati, come quello della liquefazione delle sabbie di cui abbiamo parlato recentemente.
Sappiamo che non esistono zone immuni dal terremoto, perchè la storia insegna che non siamo al sicuro da nessuna parte, sappiamo che un terremoto può scatenarne un altro.
Abbiamo poi parlato di correlazioni tra terremoti e altri eventi, alcuni fantascientifici, come i “suoni dal cielo” che preannuncerebbero l’Apocalisse, altri più realistici, come le eclissi solari.

Ma un terremoto, che può scatenare? Posso cioè esserci degli elementi naturali che possono, diciamo così, “risvegliarsi” grazie (o per colpa) di un terremoto?



TERREMOTI: ANCHE IL POLLINO REGISTRA SCOSSE: CI SI DEVE ALLARMARE?
In effetti qualcosa potrebbe accadere. I terremoti degli ultimi giorni, come ben sappiamo, non si sono registrati solo in Emilia, ma anche nella zona del Cilento, in Calabria, nel Pollino e in mar Tirreno.
Il Pollino sta infatti registrando una forte attività sismica, scosse di magnitudo sempre crescente che si stanno verificando in quel luogo. Nulla a che vedere con l’enorme numero di scosse emiliane (più di 1000 dal 20 maggio scorso), ma preoccupano ugualmente perchè la parte montuosa del Pollino, tra le province di Potenza e Cosenza, è un’area è compresa tra due zone ad alta sismicità, caratterizzate da forti terremoti storici. Dal 2010 l’area del Pollino è caratterizzata da diversi periodi di attività sismica frequente intervallati da periodi di relativa calma. In particolare, i picchi di massima attività si sono avuti ad aprile 2010, a ottobre 2010 e soprattutto alla fine del 2011. Dopo il massimo di attività di novembre-dicembre 2011, la sismicità dell’area si è attestata su livelli piuttosto modesti, con pochi terremoti per giorno. Il terremoto di ieri è avvenuto a sud-est rispetto alla zona dove si era concentrata la sismicità nei mesi scorsi. La Calabria di per sè è zona sismica abituata a grandi terremoti, certo colpisce, e preoccupa, il fatto che dopo le scosse in Emilia anche questa zona abbia dato segni di “risveglio”, ma ci tengo a sottolineare che la correlazione tra le due zone sismiche non è assolutamente dimostrata, nè tanto meno dimostrabile.
fonte

ATTIVITA’ SISMICA NELLA ZONA DI POLICASTRO

Non è comunque la sola zona ad aver registrato una certa sismicità. Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata questa mattina alle 5:16 al largo delle coste campane e lucane, nel golfo di Policastro. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8,7 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni salernitani di Ispani, San Giovanni a Piro e Sapri, e di quello potentino di Maratea.

VULCANI SOMMERSI: IL PALINURO
Intanto però sale la preoccupazione in tutto il golfo di Policastro. “Siamo preoccupati soprattutto per i vulcani sommersi che si trovano al largo della nostra costa  –  ha spiegato il consigliere regionale Giovanni Fortunato – ma al momento non abbiamo notizie al riguardo. Quello che è certo è che la nostra zona  –  spiega Fortunato – è una zona sismica e da cinque anni ci stiamo battendo contro la realizzazione del metanodotto che dalla Sicilia dovrebbe raggiungere il nord Italia attraversando la Calabria e il Golfo di Policastro“.
Nelle profondità di queste aree in particolare, è presente il vulcano marino “Palinuro” che si trova a 32 km di distanza dalla costa, di fronte lo specchio d’acqua di Scario, frazione marina del comune di San Giovanni a Piro. Il vulcano, circa due anni fa, fu monitorato direttamente dal geofisico Enzo Boschi, già presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

VULCANI SOMMERSI: IL MARSILI CREA APPRENSIONE
Ma non è il solo vulcano che spaventa…dopo le scosse registrate nella zona del monte Pollino, si guarda con apprensione alle profondità del Mar Tirreno, al largo di Palinuro, dove infatti incombe un altro vulcano sommerso, il vulcano Marsili, un gigante sottomarino alto 3 mila metri, lungo 70 chilometri e largo 30, che potrebbe eruttare o franare…

In particolare l’allarme è lanciato dal professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II.
Già dallo scorso anno lo studioso aveva lanciato il seguente appello: “Uno studio che ho avviato  dopo il maremoto del 30 dicembre 2002 che interessò Stromboli, le isole vicine e la costa compresa tra Milazzo (Sicilia) e Marina di Camerota (Campania), ha evidenziato che, in base ai dati pubblicati (Tsunamis Research Team, Physics Dept – University of Bologna and National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) – Rome) negli ultimi 2000 anni vi sono stati 72 movimenti anomali del mare che hanno interessato le coste italiane. I risultati della ricerca eseguita con la collaborazione di Silvana Pagliuca del CNR, sono stati presentati al Congresso Internazionale di Geologia tenutosi a Firenze nell’agosto 2004. Il più recente maremoto italiano è stato quello che si è innescato poco dopo le ore 13 del giorno 30 dicembre 2002 nell’area di Stromboli, con conseguente inondazione della fascia costiera fino ad altezza di alcuni metri sul livello medio del mare. L’evento anomalo ha determinato seri danni ai manufatti più vicini al mare e ha provocato il ferimento di alcune persone; esso si è avvertito lungo la costa siciliana nella zona di Milazzo e in quella campana nel porto di Marina di Camerota. Il maremoto è stato innescato da una frana sottomarina”.
Per evitare facili allarmismi lo stesso professore Ortolani avverte di non lasciarsi prendere dal panico e  “organizzare al più presto sistemi di difesa dei litorali
”.
fonte

La causa di tutto potrebbe dunque essere il risveglio del Marsili?

Stando a quanto si afferma nel sito meteoweb, non si correrebbe alcun pericolo.
L’articolo è fresco fresco di oggi, e lo riporto interamente perchè è davvero interessante.

METEOWEB: IL MARSILI CONTINUA A DORMIRE MA IL RISCHIO RESTA ALTO

Siamo stati i primi, più di due anni fa, a sottolineare i rischi provenienti dalla presenza nel mar Tirreno del vulcano Marsili che è una delle principali e costanti fonti di rischio-tsunami del mar Tirreno e di tutto il Mediterraneo. Poi, grazie al lavoro del prof. Franco Ortolani, nostro collaboratore nonchè ordinario di geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II, abbiamo pubblicato un editoriale intitolato Le coste italiane a rischio tsunami e la legge che verrà… il giorno dopo che ha suscitato estremo interesse, con centinaia di migliaia di letture, e ha posto l’argomento-Marsili all’attenzione della società civile.

In questi giorni che seguono la tragedia dell’Emilia Romagna, su gran parte d’Italia si sta diffondendo sempre di più una sorta di psicosi-sismica, come dimostra quanto accaduto ieri in Sardegna o stamattina a Firenze. Su molti giornali, e di conseguenza sui social network che tendono sempre ad amplificare le notizie, ingigantendole e dando così vita a bufale colossali, si parla di un “risveglio” proprio del Marsili che, secondo questi articoli, si sarebbe risvegliato e starebbe per provocare un’imminente maremoto lungo le coste del sud.

Noi di MeteoWeb che del Marsili ci siamo sempre occupati anche in tempi non sospetti, e che monitoriamo la situazione giorno dopo giorno ormai da molti anni, possiamo fare chiarezza sull’argomento innanzitutto garantendo che il Marsili non si è assolutamente risvegliato, è laggiù fermo e inabissato, sempre silente così come l’abbiamo conosciuto grazie al lavoro e alle ricerche degli studiosi che ci rivelerebbero subito un suo eventuale stato di risveglio.
Detto questo, e quindi tranquillizzando un pò tutti sulla situazione dell’immediato, dobbiamo anche confermare ogni rischio potenziale provocato da questo vulcano, e in primis quello degli tsunami.
Nella nostra intervista esclusiva al dott. Marcello Martini, Direttore dell’Osservatorio Vesuviano, realizzata il 30 giugno scorso, nel 2011 abbiamo chiesto all’esperto che ne pensa dei vulcani sommersi presenti nel Tirreno, se secondo lui determinano un fattore di rischio. La risposta di Martini è stata chiarissima, ed è assolutamente valida ancora oggi:
Sì, se n’è parlato di recente: il Marsili è una possibile fonte di tsunami. Anche il Vavilov: sappiamo che “ne manca un pezzo”, cioè in passato su una sua dorsale c’è stata una grande frana. Il rischio tsunami c’è come per le Eolie, basti pensare allo Stromboli e a quanto accaduto il 31 dicembre 2002 quando una frana lungo la sciara del fuoco determinò un maremoto in tutto il tirreno: per fortuna era dicembre e non agosto, altrimenti chissà cosa sarebbe potuto succedere. Comunque siamo molto più preoccupati del Vesuvio, anche come possibilità, rispetto ai vulcani sottomarini del Tirreno, in quanto i problemi immediati sono molto più elevati. Per quanto riguarda il Marsili, il Vavilov e gli altri vulcani sommersi nel Tirreno, pensiamo da anni allo sfruttamento dell’energia geotermica. Pensate che il Marsimi il più grosso vulcano d’Europa con una base di oltre 170 chilometri: si potrebbe sfruttare proprio l’energia geotermica. Però forse ci sono molte zone più accessibili sulla terra ferma. Anche sui Campi Flegrei stiamo facendo uno studio simile: sarà scavato un piccolo “pozzo” per studi fino a quasi 4 mila metri di profondità, non sarà verticale perchè dopo mille metri devierà verso il centro della principale caldera flegrea, partendo dai bordi. Vedremo cosa ne verrà fuori“.
Secondo le ultime novità, entro il 2015 il Marsili sarà un produttore straordinario di energia pulita, ma a prescindere da questo, non possiamo che confermare tutti i potenziali rischi di tsunami come ha spiegato proprio il prof. Ortolani nel suo editoriale sul Marsili e anche lo scorso anno il 16 agosto, esattamente un anno dopo il terremoto di Lipari, con un articolo altrettanto pregevole dal titolo Tsunami: anche l’Italia è a rischio. Tanti campanelli d’allarme, ma poca prevenzione. Anche in occasione del nostro pesce d’aprile di quest’anno, il prof. Ortolani ha voluto sottolineare, con queste dichiarazioni, che il problema è reale. Pochi mesi prima anche noi su MeteoWeb, come sa bene chi ci segue da sempre, abbiamo realizzato lo Speciale Tsunami, un lavoro editoriale esclusivo e approfondito realizzato con l’intento di sensibilizzare sui rischi dei maremoti di casa nostra.
In pochi lo sanno, ma gli tsunami hanno sempre caratterizzato la storia dell’Italia, anche quella più recente (in coda all’articolo tutti gli articoli del nostro ‘Speciale’). E sicuramente ce ne saranno altri in futuro. Ma non è possibile sapere come e quando. E, di sicuro, il Marsili non si è ancora risvegliato…
In giorni così concitati dal punto di vista mediatico su questi argomenti, non fidatevi delle notizie fornite da blog con indirizzi strani e da sitarelli realizzati dal “primo che capita” (con tutto il rispetto…). Le bufale sono dietro l’angolo. Come il Marsili “risvegliato”.
Per adesso, in realtà, sta ancora dormendo.
Ed è meglio così…

Tutto tranquillo, dunque…o forse no? Qualcos’altro bolle in pentola, ma ne parleremo la prossima volta…

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Autore dell'articolo: Donata Ginevra

Perchè dovrei scrivere informazioni su di me, quando per questo è stata creata la pagina ABOUT ME?

3 thoughts on “Terremoti e vulcani: c’è correlazione?

    Squilibrato

    (31 maggio 2012 - 20:19)

    Nulla si può di fronte a tanta forza. Siamo delle piccole formiche. O forse dei pidocchi.

      LadyGhost

      (2 giugno 2012 - 12:45)

      pidocchi…fose è il termine asatto. 😀

      angie

      (2 giugno 2012 - 17:56)

      Purtroppo sono d’accordo siamo microscopici, possiamo solo cercare di prevenire, costruendo meglio …Altro non possiamo fare.
      Un bacione
      Angie

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