Sul monastero degli Olivetani…

By | 10 gennaio 2012

Ne parlai in occasione del celebre post Una notte con Lady Ghost e, come è già avvenuto in due diverse occasioni (con la storia della torre insanguinata di Cittadella e con la storia del fantasma di san Pelagio), anche questa volta i giornali di Padova sembrano aver calcato le mie orme trattando qualcosa che io stessa avevo precedentemente trattato qui nel blog.

Stavolta si parla proprio del monastero degli Olivetani che era stato al centro del post, e che a quanto pare è stato oggetto di alcune spiacevoli episodi. Spiacevoli e tristi. Sembra infatti, stando all’articolo apparso sul Mattino di Padova, che i ruderi dell’antico monastero siano stati teatro di messe nere.
La cosa è abbastanza inquietante, ma non mi sorprende più di tanto perchè è arcinoto che i Colli Euganei, purtroppo, sono da parecchio tempo meta di satanisti…

Vi lascio all’articolo…

Colli Euganei, messe nere sul monastero del Monte Venda

Continuano i riti satanici nel monastero degli Olivetani: viaggio ad un anno di distanza dalla prima denuncia. Ancora ossa animali e segni di fuochi per terra


TEOLO. Tornano le ombre del satanismo sui ruderi del monastero del Venda. Non un caso, non un episodio, bensì ormai una «tradizione». A confermarlo è stata una doppia visita, a distanza di un anno, a quel che resta del monastero degli Olivetani, attualmente inaccessibile per dei lavori di restauro.
La prima visita era avvenuta il 5 gennaio 2011. Accedere al vecchio monastero medievale non era un problema, e a testimoniarlo era il grande numero di “reperti” lasciati dai satanisti. Che in quei luoghi, in particolare nella cripta sotterranea principale, si fossero celebrati dei riti occulti era testimoniato infatti dalla presenza di numerose candele in cera, di talloncini di carta con preghiere cristiane (forse bruciati durante le messe nere), di resti di focolari sia all’interno che all’esterno del monastero. Le pareti della cripta sotterranea erano poi imbrattati con croci capovolte, simboli facilmente riconducibili al diavolo (come il «666»), offese alla cristianità e strani disegni e formule.
In un anno sono cambiate molte cose. Innanzitutto i ruderi sono inaccessibili ai visitatori: un’alta recinzione impedisce l’ingresso al complesso monumentale e l’area è circondata da una rete metallica ed è anche videosorvegliata. Eppure il modo di entrare, a quanto pare, c’è. Il 5 gennaio scorso, ad un anno esatto dal primo reportage fotografico, il monastero ha subito una drastica “ripulita”: le scritte sono sparite e l’altarino della cripta (il cui ingresso è negato da nuovi serramenti provvisori) è stato rimosso. Ma, all’esterno, i segni di messe sataniche restano: giovedì scorso, in un angolo del monastero, appoggiate su una struttura in pietra c’erano delle ossa di animali, undici in tutto. Probabilmente sono di qualche bovino. Accanto alle ossa erano posizionati anche una catena in ferro e un pezzo di legno concavo, forse parte di una rudimentale stoviglia. Difficilmente quegli elementi erano capitati lì per caso. Appena fuori dalla parte principale del monastero c’era invece un cerchio d’erba bruciata, anche se è possibile che quel fuoco fosse stato acceso dagli operai impegnati nel cantiere.
Impressiona, comunque, che nonostante le difficoltà a raggiungere la meta – a maggior ragione ora vista la presenza dei lavori – gli Olivetani continuino ad essere teatro prescelto per i riti satanici. E poco importa che si tratti di scherzi, messe in scena o vere e proprie celebrazioni nere.

08 gennaio 2012
Che tristezza!!!
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5 thoughts on “Sul monastero degli Olivetani…

  1. LadyGhost

    @Nick: beh, almeno sn contenta di averti ispirato!

    @Melinda: vero 😉

    @Angie: non so, sono cose che davvero nn concepisco…ma c’è gente che diventa pazza!

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  2. angie

    Hai ragione è un modo triste per cercare cosa poi?
    Uccidere qualche povero animale…
    Hai fatto bene comunque a ricordare che tutto ciò è triste e avvilente..
    Un abbraccio
    Angie

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  3. Nick

    Già che tristezza.
    Però quest’articolo mi ha dato l’idea per una storia da scrivere.

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