La leggenda del lago di Agordo

“Ed io sto bene qui / ad Agordo è così”: in questo modo cantava Baglioni qualche tempo fa. Ad Agordo è così, ma così come? Che cittadina è Agordo? Non voglio fare da guida turistica, chè ce ne sono fin troppe, ma vorrei presentarvi una bella leggenda che ho scoperto su questo adorabile paese delle Dolomiti. 

 
Agordo
Questa bella leggenda narra che, nel luogo in cui oggi si trova la cittadina di Agordo, tanto tempo fa si estendesse un grande lago.
Si racconta che sulle sponde del lago vivesse una famiglia composta da papà, che faceva il pescatore, mamma, e un unico figlio che si chiamava Agordo. 

Un giorno, la famiglia decise di fare una gita in barca; presero dunque una piccola imbarcazione e partirono. Una volta arrivati proprio al centro del lago, però, il bambino che si trovava nella barca prese ad agitarsi, a sporgersi dall’imbarcazione per vedere meglio il lago, per toccare le acque che si stendevano placide e tranquille sotto di lui.

San Martino
Tanto si agitò che purtroppo cadde dalla barca. I genitori tentarono subito di trarlo in salvo, senza però riuscirci, e anzi una ofrte corrente prese a trascinare il piccolo verso il fondo del lago. I genitori, disperati e senza sapere cosa fare, si misero a pregare san Martino, il Santo al quale erano devoti, e lo implorarono di aiutarli. Il Santo, mosso a compassione, con la sua spada diede un forte colpo alle rocce che si trovavano a sud del lago,dove adesso si trova il Sass de San Martin (Castèi).

Le rocce si ruppero, e lentamente l’acqua del lago defluì: il bambino venne ritrovato adagiato sul fondo del lago, sano e soprendentemente salvo. La leggenda dice che rimase solo un piccolo paese nel punto in cui il lago compiva una svolta: Voltago. Quel paese esiste ancora oggi.
C’è di più: per ricordare questo fatto, ancora oggi il punto più stretto del canale che conduce ad Agordo da Belluno è chiamato Tagliata di san Martino.

Voltago
Come sempre però, dietro ogni leggenda può trovarsi qualche elemento di verità. 

Autorevoli ricerche geologiche hanno infatti appurato che effettivamente intorno al 4000 a.C. esisteva un lago che occupava l’intera valle, e la cui esistenza è durata per circa sette secoli. 

Si dice questo lago si fosse formato in seguito a una frana che bloccò il corso del torrente Cordevole. Nel corso del tempo il lago si svuotò quando le rocce che costituivano la frana si sgretolarono a causa dell’acqua e delle intemperie, permettendo il defluire delle acque e la scomparsa dello stesso lago.

18 Comments on “La leggenda del lago di Agordo”

  1. ciao ladyghost, piacere di conoscerti, ti ho vista da sibilla, interessante il tuo blog…………il catajo e tutti gli altri castelli ne ho sentito parlare….. mi piace molto il mistero, mettero’ il tuo blog tra i miei preferiti e ti seguo subito, mi sono iscritta!!
    a proposito conosci la storia di azzurrina? il castello di montebello…….
    e’ molto interessante, un giorno andro’ a visitare il castello.
    ciao a presto!! 🙂

    1. Ciao Nanussa, grazie della visita e del follow, ricambio con molto piacere!
      Sì la storia di Azzurrina la conosco bene, ma siccome è molto nota, fin troppo direi, ho deciso di non trattarla qui sul blog, perchè qui solitamente parlo di cose poco note!Ciao!!

    1. Grazie Luke, e benvenuto! ^__^ Qualche traccia è rimasta, chissà, di solito dietro le leggende ci sono sprazzi di verità che attendono solo di esser riportate a galla! saluti!

  2. Affascinante davvero. Mentre leggevo, poi, mi sembrava una storia familiare…boh…chissà se ne avevo già sentito parlare, non riesco a ricordare!
    La capa n’è bbuon 😛

  3. Che sia una storia vera oppure leggenda mi ha in ogni caso fatto venire voglia di visitare le Dolomiti, zona in cui non ho mai messo piede in vita mia!

    Grazie di esserti aggiunta ai miei followers, io ti seguo gia’ da un po’ ma non ho capito perche’ spesso i tuoi post non mi compaiono in bacheca tra gli aggiornamenti…ho provato a togliermi dai lettori fissi e a riaggiungermi, vediamo un po’ che succede…

    Buona domenica!
    Dony

    1. Ciao Dony! (bel nome, abbiamo qualcosa in comune mi sa). Grazie a te,non so come mai non vedevi i miei post,è come sempre blogger che fa le bizze! Ora ti vedo però tra i followers,prima no…speriamo bene! Ciauuuuu

  4. Non la conoscevo, bellissima leggenda.
    Ah, volevo avvertirti che tra qualche giorno potrei, come dire? Straripare nel tuo territorio parlando di un mistero e di una leggenda friulana.
    Tanto mica ti arrabbi? 🙂
    E posa quel mitra per favore…. 🙂

    1. Ehhh no no zietto,non sono poi così battagliera!
      Straripa straripa, sono tutta orecchi…e occhietti! Bentornato, mi mancavi!

    1. Grazie Angie!Io sono convintissima che ogni leggenda nasconda un barlume di verità, e compito del blog è riportare alla luce le cose nascoste! Un bacione!

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