Fantasmi in Diocesi: il caso di Livorno

Navigando nella rete ho trovato una storia molto carina che desidero proporre ai miei affezionati lettori.
Si dice, e la notizia è stata riportata dal Corriere Fiorentino e da quotidiani locali ma anche nazionali, oltre ad aver avuto una vasta eco su internet, che la Diocesi di Livorno sia stata “visitata” dai fantasmi.

Ecco il testo dell’articolo di Marco Gasperetti apparso sul Corriere Fiorentino:

«Tre fantasmi, in Curia». E interviene l’esorcista.
Una donna, un bambino e un frate, descritti in modo identico da tutti quelli che hanno avuto il dispiacere di incontrarli. Dove? Nella sede della Curia. vescovile.
LIVORNO— Il momento più oscuro è stato il venerdì notte di una ventina di giorni fa. Arrivato, gelido da far rabbrividire, dopo una giornata di visioni così reali da sembrare vere. «Ho visto un frate con il saio e l’antico cappello attraversare un muro spesso almeno cinquanta centimetri» , racconta una signora lucidissima che partecipa a un gruppo di preghiera. E non c’è solo lei a vedere «questi fantasmi» , ma almeno una decina di persone, tutte estremamente attendibili, credenti, e pure imbarazzate a raccontare l’esperienza extrasensoriale. C’è chi, per esempio, racconta di aver visto più di una volta un bambino, e subito dopo una donna e poi ancora il solito frate. Tre personaggi descritti in modo identico da tutti quelli che hanno avuto il dispiacere di incontrarli. Dove? Nella sede della Curia vescovile, un grande complesso costruito nella metà dell’Ottocento nel quartiere di Sant’Andrea, uno dei più popolari e degradati di Livorno, non lontano dal centro storico e dal seicentesco rione della Venezia.
Gli incontri ravvicinati pare accadano quasi sempre di giorno e hanno preoccupato non poco i fedeli e il gruppo che settimanalmente si riunisce per pregare per le anime del purgatorio. Tanto è vero che del problema è stato pure interessato l’esorcista: padre Giovan Battista Damioli. Che, dicono indiscrezioni, avrebbe fatto un primo sopralluogo per cercare di stabilire se queste presunte presenze siano o meno malvage. Damioli non conferma né smentisce: «Su queste cose non dico nulla. Chiedete direttamente al vescovo» , risponde. Ma dietro la laconica risposta sembra di poter scorgere qualche verità. Anche perché Padre Damioli, che è anche parroco della chiesa di San Sebastiano, conosce bene le subdole tentazioni del Maligno e sa distinguere tra esse e le comunissime suggestioni. Che certamente hanno un ruolo preponderante nelle strane visioni nelle stanze enormi della Curia vescovile e del seminario annesso. Una donna delle pulizie giura di aver trovato le impronte di un bambino scalzo, proprio come quello descritto da altre persone. Per non parlare poi di strani rumori, fruscii, colpi di vento, scricchiolii. Così, dopo essere stato protagonista dei fenomeni, qualcuno si è informato sulla storia del vescovado, costruito, si narra, sopra antichi cimiteri di ogni religione così come è accaduto alla vicina chiesa di Sant’Andrea. Livorno è stata una città tollerante per antonomasia, la prima ad approvare leggi, come le Livornine, sul libero culto. In città si trovavano chiese di ogni confessione, sinagoghe, moschee. E allo stesso tempo c’erano cimiteri per tutte le fedi.
Dunque gli ingrediente per il più classico dei thriller a sfondo paranormale ci sono tutti: chiese dove vivono i fantasmi, antichi cimiteri che nascondono chissà quale mistero, esorcisti. Ma torniamo al venerdì terribile. Che ha come protagonista un altro parroco: don Edoardo Medori alla guida di Sant’Andrea, la chiesa costruita davanti al Cisternone, cisterna d’acqua realizzata dall’architetto massone Pasquale Poccianti che alla libera muratoria e al suo tempio si ispirò nella progettazione. Don Edoardo, prete di base senza peli sulla lingua, avverso dal Palazzo e amatissimo dai suoi fedeli racconta un episodio. «Quel venerdì notte mi avvertirono, dopo una giornata di visioni di fantasmi, di uno strano accadimento — racconta — Io non ero in parrocchia ma a mezzanotte in punto le campane iniziarono a suonare» . Don Medori salì sul campanile per vedere e scoprì la verità. Quale? Avevo dimenticato acceso il meccanismo automatico che per Natale fa suonare le campane per la nascita del Bambino» , risponde con un sorriso. E i fantasmi? «In tanti mi hanno raccontato di averli visti — continua il parroco— e sono tutte persone al di là di ogni sospetto. Però, a volte, la suggestione gioca brutti scherzi. Chissà…».

Questa storia mi ha fatto venire in mente che molto spesso i luoghi che vengono definiti “infestati”, in passato erano stati oggetto di eventi luttuosi o particolari: cimiteri, manicomi, orfanotrofi, ospedali…Tutti luoghi di grande sofferenza in cui le anime dei defunti che per qualche strano motivo ancora non hanno deciso a lasciare il mondo dei vivi, si trovano intrappolati.

Cosa sono i fantasmi?

Io credo che siano questo, anime di persone che erano così legate alla loro vita terrena da non riuscire a separarsene dopo la morte. Oppure, anime di persone che sono state strappate violentemente alla vita senza possibilità di redimersi o morire in pace con Dio
Mi sbaglierò forse, non lo so, ma a me i fantasmi, più che paura, fanno una gran tristezza, perchè continuano a compiere le stesse azioni che compivano quando erano in vita, senza rendersi conto che in vita non lo sono più.

Dicono che i fantasmi possano diventare violenti.
Forse perchè nessuno è veramente in grado di ascoltarli (e qui non parlo di medium e affini). Non vi arrabbiereste anche voi se tentaste in tutti i modi di comunicare con qualcuno, e questo qualcuno non solo non vi sente né vede, ma se avverte la vostra presenza, scappa a gambe levate?
Dev’essere frustrante!

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Autore dell'articolo: Donata Ginevra

Perchè dovrei scrivere informazioni su di me, quando per questo è stata creata la pagina ABOUT ME?

9 thoughts on “Fantasmi in Diocesi: il caso di Livorno

    Mathias

    (17 novembre 2011 - 15:45)

    Eh,se non ci sono i fantasmi dove ci sono i preti non so dove altro potrebbero essere. Conoscevo anche questa

    liber@discrivere

    (29 luglio 2011 - 7:40)

    @Clau: grazie, mi fa piacere che trovi interessante il mio blog, torna a trovarmi qnd vuoi!

    Clau nel garage

    (28 luglio 2011 - 18:40)

    ciao, complimenti per il tuo blog, molto interessante! avevo letto questa storia sul giornale e mi aveva strappato un sorriso, perchè sono livornese, (anche se vivo a Firenze)
    buona serata!

    liber@discrivere

    (26 luglio 2011 - 15:02)

    @EDU: grazie! sn tornata per una settimana sola, sabato parto di nuovo, ma non potevo non andarmene senza lasciare una mia “presenza”…

    EDU

    (26 luglio 2011 - 8:24)

    Bentornata!!! ^__^
    Mi mancavano le storie di fantasmi del tuo blog.
    Felice di leggerti.
    A presto.

    liber@discrivere

    (25 luglio 2011 - 14:32)

    @Angeloblu: grazie, sei sempre la benvenuta qui sul blog, e sn lieta che anche a te piacciano i fantasmi…ho trovato una bella compagnia in effetti!

    @Fidelio: non me lo spiego, in effetti, perchè secondo me non andrebbero affatto cacciati, ma ascoltati!

    @Angie: grazie cara!! sono tornata ma sparisco presto di nuovo!

    angie

    (25 luglio 2011 - 12:22)

    Sei tornata come stai?, l’articolo è bellissimo, mi sei mancata, sai?.
    Un abbraccio
    Angie Ginev

    Fidelio

    (25 luglio 2011 - 12:04)

    Come lo spieghi il fatto che vanno cacciati?

    angeloblu

    (24 luglio 2011 - 15:29)

    …per ringraziarti della visita e seguirti con molto piacere…tornerò per leggere i tuoi pensieri…

    dimenticavo… adoro tutto quello che è mistero, fantasmi compresi!!!(bel sottofondo)

    baci…

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