Melissa, il fantasma dell’autostrada

By | 5 giugno 2011
Ho letto l’ultimo post de Il mondo di Edu, e mi è venuto in mente che una storia simile, anzi direi proprio uguale, è nota anche dalle mie parti, più precisamente a san Pelagio, un piccolo paese a poca distanza da Padova.

Castello di San Pelagio
San Pelagio, noto soprattutto per il suo castello (sul quale esiste una bella leggenda che sarà presto materia di un post), è una frazione di un altro paese padovano, ma quel che a noi interessa maggiormente è sapere che il paese è attraversato dall’autostrada A13, e che proprio a san Pelagio c’è lo svincolo di uscita della suddetta autostrada.
Ebbene, il 29 dicembre 1999 alle ore 5.20, una ragazza venne investita proprio all’altezza dello svincolo, e morì sul colpo. 
Della ragazza si sa soltanto che era bionda e indossava un giubbotto rosso.  

La cosa strana, però, è che la stessa ragazza fu vista nello stesso istante in altri due svincoli autostradali, che distano alquanto da quello di San Pelagio: la presenza della ragazza fu segnalata infatti all’altezza dello svincolo di San Martino (sulla A1, Parma) e all’altezza dello svincolo di San Giuseppe (sulla A1, Brescia).

Non si sa chi fosse la ragazza: le venne dato il nome di Melissa ma ci furuno ben sei guidatori che la videro alle ore 5:20, e tutti e sei affermarono di non essere stati vittime di un colpo di sonno. 
I sei fornirono precise ed attendibili testimonianze sulla ragazza, concordando in particolare sul fatto che fosse bionda e indossasse un giubbotto rosso.
Secondo quanto si afferma, l’incidente fu riportato dalla cronaca locale, e sto attualmente facendo delle ricerche sui principali quotidiani di Padova per risalire al dettaglio della cronaca, e se qualcosa dovesse risultare, non mancherò di segnalarlo in questo post o in un aggiornamento futuro.
Altri dettagli li ho trovati su questo sito internet (http://www.comunicamente.net/2010/02/strange-stories-in-two-carrars/) che riporta alcuni particolari molto interessanti:

Alle ore 5.20 del 29 dicembre 1999, in quattro diverse autostrade italiane altrettanti automobilisti furono testimoni di un evento particolare e sconvolgente. Sull’autostrada A 4 un automobilista raccontò di aver visto una figura di donna dai capelli biondi, immobile al centro della corsia autostradale.  L’uomo riuscì ad evitare per un soffio l’impatto con il bersaglio. Ripreso dallo spavento, cercò la figura femminile nello specchietto retrovisore, ma non trovò anima viva sulla strada.
Alla stessa ora, sulla A1 all’altezza dello svincolo per San Martino, una coppia di pensionati fu protagonista di un analogo episodio, riuscendo ad evitare con una pronta sterzata quella che, secondo il marito, era “una donna con i capelli lunghi e biondi, vestita con dei jeans e un giubbotto rosso, che camminava al centro strada quasi come se volesse suicidarsi”.
Pochi secondi separano la testimonianza di un camionista che, all’altezza dell’uscita per Treviso sud, vide camminare sul ciglio dell’autostrada, pericolosamente oltre la linea della sosta d’emergenza, una ragazza bionda con giubbotto rosso che sembrava ondeggiare come in preda ad un malore. Fermatosi più in là a qualche centinaio di metri, il camionista non trovò traccia della donna.
La storia più concreta di tutte è quella di un giovane automobilista che, nello stesso breve spazio , mentre viaggiava sulla A 13 in direzione Venezia (Proprio vicino al castello di San Pelagio), vide sul bilico della corsia d’emergenza una Renault grigia con le ruote per aria con un conducente che stava uscendo a fatica dall’abitacolo un po’ malconcio, ma tutto sommato illeso. Al giovane l’uomo sotto shock dichiarò di avere travolto una ragazza bionda che camminava incoscientemente in mezzo all’autostrada buia e di avere, di conseguenza, perso il controllo della sua automobile in seguito al violento impatto con la poveraccia. Il giovane allora, dietro le indicazioni dell’altro sconvolto automobilista, tornò indietro di qualche metro e, nel prato antistante l’autostrada, scoprì il corpo senza vita di una giovane donna bionda con un giubbotto rosso ed un paio di jeans.
Molti giornali locali del Veneto e della Lombardia segnalarono il fatto, pubblicando anche il photokit della ragazza, ma nessuno si fece avanti per rivendicare il cadavere. Qualche giornalista pensò di battezzare la sfortunata vittima con il nome di “Melissa”, nome di una pianta che si usa  per conciliare il sonno. L’interpretazione generale, infatti, fu che i pensionati, il camionista ed il conducente sulla A 4 avevano dovuto giustificare in realtà un banale colpo di sonno con una storia di fantasmi rubacchiata alla cronaca dei giornali letti il giorno dopo. Ipotesi che tutti quanti rimandarono sdegnosamente al mittente.

Fonte:  http://www.comunicamente.net/2010/02/strange-stories-in-two-carrars/

Ma mi sa tanto che si tratti dell’ennesima bufala………..

4 thoughts on “Melissa, il fantasma dell’autostrada

  1. liber@discrivere

    @Nick. Già,…..speriamo solo di esser dotati di un buon antivirus 😉
    @ Edu. Sto cercando info sui giornali…e stranamente, per quanto siano stati annunciati riferimenti sulla stampa, non ho finora trovato proprio nulla…il che è stranissimo!

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  2. Nick

    E fu così che nacque la leggenda di Melissa.;)
    Ovviamente noi stiamo contribuendo a diffondere il virus. 🙂

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