Il fantasma delle sette chiesette di Monselice

Grande successo ha riscosso la mia storia sui fantasmi di Monselice, ma se pensate che la storia sia finita, beh ho in serbo per voi una bella sorpresa!

Nel post dedicato ai fantasmi dei giovani innamorati Jacopino e Giudita, i primi due fantasmi che dimorerebbero nel castello di Monselice, avevo parlato del fatto che esitono due versioni della storia, e più precisamente che si dice che il fantasma di Giudita si possa trovare o nella Rocca di Monselice o nella passeggiata delle Sette Chiesette

E oggi è proprio delle sette chiese che voglio parlare più approfonditamente di quanto fatto finora, presentando, in particolare, la figura di una strana presenza che vi si troverebbe.

La leggenda di Monselice afferma infatti che il fantasma di Giudita si potrebbe trovare proprio sull’ultima delle chiese che costituiscono il commplesso delle Sette Chiesette di Monselice.

L’ultima delle sette chiese, dedicata a San Giorgio, è un piccolo santuario conosciuto anche con il nome di “Santuario dei Santi”, ed è il punto di convergenza della devozione popolare monselicense. 
Esso è molto amato dai monselicensi ma non solo per la ricchezza delle reliquie che qui sono conservate. 
La chiesa di San Giorgio contiene infatti 27 corpi; i 25 identificati provengono
dalle catacombe di Roma e nel gruppo ci sono
tre bambini, san Costantino e san Rusticiano, morti a 5 anni, e una santa Chiara morta in tenera età. All’interno di sei sontuosi armadi lignei si trovano infatti le reliquie di numerosi santi e sante, fra cui san Martino, santa Liberata, san Teodoro, santa Faustina, san Bonifacio. Fu Alvise Duodo, nipote del Pietro che fece costruire le chiesette, che ottenne da papa Innocenzo X la traslazione dei corpi di tre santi martiri e di numerose reliquie, che provenivano dalla chiesa di Tor de’ Specchi in Roma.

Uno di questi corpi particolarmente venerato, e al centro della leggenda che sto per narrare, è quello di san Valentino. Proprio lui, il santo degli innamorati, che riposa all’interno di una teca lignea con vetro che ne permette una perfetta visione (perfetta e per certi versi raccapricciante). 
Il corpo è deposto nella teca in abiti sacerdotali, nella mano destra tiene un calice simbolo del sangue versato, in quella sinistra
la palma del martirio; la lettera di autentica delle reliquie, datata 1719, afferma che  proviene dalle catacombe romane. Il corpo del  santo rivela origine mediterranea, forse di estrazione levantina, lo scheletro ben conservato è di un maschio adulto alto 162 centimetri. Potrebbe trattarsi del Valentino sacerdote romano, torturato e decapitato durante l’impero di Claudio II (268-270) e sepolto al secondo miglio della via Flaminia, sul cui sepolcro papa Giulio I eresse una basilica cimiteriale.
(Fonte: http://www.ossicella.it/eventi/PDF/valentino_difesa.pdf).



Il 14 febbraio nella chiesetta vengono benedette delle piccole chiavi d’oro che vengono scambiate tra gli innamorati che giungono fin quassù per consacrare il loro amore a san Valentino, ma non solo: si dice infatti che tali chiavi, legate a una catenina al collo dei neonati, li proteggano dall’epilessia. Per farvi un’idea del culto di san Valentino, date un’occhiata a questo video trovato su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=7r9POUBQ8vg

La storia di oggi ci porta molto indietro nel tempo, alla fine dell’Ottocento/inizio Novecento, quando una giovane donna di cui conosciamo solo il nome, Mariangela, salì alla chiesetta di San Giorgio per chiedere la protezione di san Valentino.

Mariangela era infatti perdutamente innamorata di un giovane che però non solo non ricambiava il sentimento, ma era promesso a un’altra donna.
Mariangela coltivava in cuor suo la speranza di poter un giorno coronare il suo sogno d’amore con questo giovane, e così saliva ogni giorno alla chiesetta a portare un fiore, solitamente un giglio bianco, sulla soglia del santuario dove riposava san Valentino, nella speranza che il Santo la esaudisse e le consentisse di sposare il suo innamorato.
Quando però un giorno lui si sposò, Mariangela dalla disperazione decise di uccidersi. Salì dunque alle chiesette e pose fine alla sua vita.
Forse si suicidò gettandosi giù dalla montagna; forse si avvelenò bevendo un qualche infuso d’erbe velenose; forse di impiccò ai rami di un albero nelle vicinanze. Forse salì alla Rocca, dove dimorava lo spirito di un’altra infelice innamorata, Giudita, e da lì di lasciò cadere nel vuoto.
Fatto sta che Mariangela si uccise, ma il suo fantasma da allora non ha mai abbandonato le chiesette, e continua ad aggirarsi nei dintorni.
Esso non apparirebbe con fattezze umane, come solitamente avviene per i fantasmi. Sembra piuttosto una nebbia che avvolge il panorama, e soprattutto l’ultima delle chiesette, e che si posa su ogni cosa.
La cosa strana è che varie fonti riportano il fatto che la chiesa sia sempre avvolta dalla nebbia.
Ciò che è certo, o quantomeno ciò che viene riportato dalle cronache, è che nelle notti buie, quelle in cui soffia la tramontana, strane voci lamentose si odano per tutta Monselice, lamenti miste a urla di dolore che provengono proprio dalle sette chiesette, e si dice che, osservando il panorama, si noti una strana nebbia avvolgere insolitamente solo l’ultima delle sette cappelline.


Una volta io stessa salii alle Sette Chiesette di Monselice. 
Era un pomeriggio di ottobre, non faceva freddo, ma ricordo che una sottile nebbiolina avvolgeva tutto il panorama. Giunta alla sommità delle chiesette, e poco prima di entrare nel santuario di San Giorgio, mi accorsi che la strana nebbia era svanita, ma nell’aria aleggiava uno strano profumo, come di gigli, e quando entrai nella chiesa vidi che un mazzo di gigli bianchi erano stati posati sul pavimento, davanti all’altare nel quale riposa san Valentino.

10 Comments on “Il fantasma delle sette chiesette di Monselice”

    1. l’ultimo pezzo è molto spaventoso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  1. @Nick. Grazie, sn contenta che questo special ti sia piaciuto.

    @artemisia. Grazie stella! eh sì, rileggiti la storia, vedrai qunate cose strane verranno fuori…s.Valentino aveva il dono dell’ubiquità, visto che almeno altre 20 città dicono di conservarne il corpo!

    @Eddy. fai pure cn comodo, il blog nn scappa!

  2. Molto interessante, e adesso mi tocca andarmi a cercare anche la storia di S.Valentino!Che conosco in parte ma il mio ricordo è molto vago…

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