La signora che amava le rose

A chi non piacciono le rose?

Io personalmente le adoro, e spesso mi piace fotografarne alcune di particolarmente belle con le quali creare sfondi per il cellulare o il pc.
Recentemente, mi sono soffermata a osservare le rose del giardino di una casa in periferia di Padova, e come sempre, scorgendone qualcuna di particolarmente bella, mi sono messa a fotografare.
Erano una più bella dell’altra: rosa, rosse, gialle, bianche, variopinte, screziate. Alcune già sbocciate, altre in teneri boccioli. Tutte però magnifiche e tenute in perfette condizioni, sebbene il giardino che le ospitava non fosse molto curato.

Mentre scattavo foto, una signora anziana che passava per la strada mi si è avvicinata, e mi ha chiesto molto gentilmente cosa stessi facendo. Le ho risposto che stavo solo scattando qualche foto alle rose del giardino. Lei mi squadrò attentamente, poi mi disse:

«Benissimo, credevo stesse fotografando la casa. Ogni tanto vengono sempre delle persone a fotografare, ma sarebbe meglio non lo facessero».
«Certo, per questioni di privacy…» le rispondo.
«No, non per la privacy, che tanto non interesserebbe a nessuno qui: la casa è disabitata da parecchio». Osservo la dimora. In effetti, i balconi chiusi e le erbacce che hanno invaso tutto il giardino fanno supporre che la casa sia abbandonata da un po’. Lo dico alla signora, che si appoggia alla ringhiera e mi fa cenno di fare altrettanto.
«In effetti questa casetta non vede anima viva da un po’ di tempo…» dice sorniona. Aguzzo le orecchie.
«Però è un vero peccato, è una casa così bella!» dico, e la signora annuisce.
«In effetti è bella, ma credo che nessuno vorrebbe più abitarci, dopo quello che è successo».
«Perchè, è forse morto qualcuno all’interno?» chiedo, ingolosita dalla storia che sta per nascere. La signora fa una strana espressione.
«Quel che so è che i precedenti proprietari se ne sono andati in gran carriera, e nessuno vuole più viverci, qui dentro!». Le chiedo di spiegarsi meglio.
«In questa casa fino a tre anni fa viveva una coppia di giovani, due fidanzati, che non erano sposati ma convivevano, e purtroppo non avevano figli. Volevano averne, ma il Signore non li aiutava. Erano così simpatici, poverini! Hanno resistito in questa casa per cinque anni. All’inizio le cose andavano bene, poi….».
«Poi?» la incalzo.
«Poi sono cominciate le cose strane, inspiegabili. La signora diceva che nel cuore della notte si svegliava perchè si sentiva osservata. Si guardava intorno, ma non vedeva nessuno. Poi trovava i cassetti aperti, e anche se non mancava nulla del loro contenuto e nulla era stata spostato, le sembrava che comunque qualcuno avesse frugato tra le cose contenute nei cassetti. Poi, diceva che trovava le ante degli armadi e degli armadietti aperti, soprattutto quelli della sala da pranzo, e tante volte udiva i bicchieri tintinnare al loro interno. All’inizio non ci aveva fatto molto caso, anche perchè qui vicino passa la ferrovia e pensava che il rumore che sentiva fosse dovuto al passaggio dei treni, e le vibrazioni prodotte dai convogli facessero muovere i piatti e i bicchieri. La cosa strana era che il suo compagno non sentiva nulla. Solo lei aveva queste sensazioni, almeno all’inizio. Poi anche a lui iniziarono a capitare cose strane, e, se possibile, anche più brutte».
Qui la donna si fermò e mi fece cenno di avvicinarmi al cancello in ferro battuto che si trovava lì vicino. Mi indica un garage in muratura, posto al confine della proprietà.
«Lui teneva la macchina lì dentro, e quando alla mattina usciva per andare a lavorare, tirava fuori la macchina dal garage e poi, a piedi, veniva fin qui, al cancello, lo apriva, e poi tornava indietro a prendere l’auto. Una volta, però, mentre lui camminava, la macchina si era mossa da sola. Lui era sicuro di aver messo il freno a mano, ma l’auto era partita lo stesso. Il cambio si era spostato in folle e stava quasi per schiacciarlo addosso al cancello. Per fortuna la fidanzata se n’è accorta in tempo ed è riuscita a fermare la macchina…». Rabbrividisco.
«Da quel momento, anche lui ha iniziato a sentire quella strana presenza all’interno della casa, e non l’avvertiva più quando usciva dalla proprietà. I due hanno anche fatto benedire la casa dal prete, e per un po’ le cose sono tornate alla normalità, ma poi…».
«Sono ricominciate?» chiesi. La donna annuì.
«Sì, e allora non solo sentivano le cose, ma vedevano anche quelle cose strane! Una volta, la ragazza disse che mentre si stava truccando, vide che la sua immagine allo specchio era strana, deformata. Sembrava quasi opaca, sbiadita. Pensò che lo specchio fosse sporco, ma anche pulendolo l’immagine non migliorava. Anche a lui successe la stessa cosa: gli pareva che alla sua immagine fosse stata sovrapposta una seconda, sfocata, ma quando guardò più attentamente gli parve tutto normalissimo. Poi, molte volte udivano dei passi per le scale, passi di una persona che calzava degli zoccoli di legno, ma ovviamente in casa c’erano solo loro, e nessuno dei due calzava zoccoli di legno!».
«Sarà stata l’immaginazione…» provai a dire, ma la signora scosse la testa.
«Non credo. In effetti, c’era una persona che indossava spesso zoccoli di legno…».
«Chi?» chiesi, ma la signora esitò un po’.

«La vecchia che abitava la casa prima della coppia. Lei sì che aveva sempre gli zoccoli ai piedi. Le rose che vedi e che fotografi sono sue».
«Che fine ha fatto la signora delle rose?».
«Morta».
«Nella casa?».
«Sì».
«Quindi è il suo fantasma quello che ha infestato la casa?».
«No». Osservo stupita la donna, e lei continua. «Non ha infestato. Infesta. Lei è ancora qui».
Osservo la casa. Non mi dice nulla, non avverto nulla di strano, non provo nessuna sensazione…..a parte un brivido freddo che mi percorre la schiena. La donna se ne accorge e sorride.
«Sì, anche io ho provato la stessa cosa, entrando qui dentro. Una sensazione di freddo intenso, di disagio. Non mi piace questa casa. Avrebbe bisogno che le fosse fatto qualcosa».
«Che persona era la signora che viveva qui, quella che amava le rose?» chiedo.
«Una donna come tante. Semplice, onesta, aveva lavorato una vita in una fabbrica, poi si era riturata qui. Aveva questa casa, che aveva comprato con i sacrifici di tutta una vita. Aveva perso il marito e l’unico figlio in guerra».
«Com’è morta?» chiedo.
«Non si è suicidata, se è questo che vuoi sapere, nè è stata uccisa. Lei è morta per colpa del suo cuore, semplicemente. L’hanno trovata gli assistenti sociali che una volta a settimana venivano a farle visita. È morta in solitudine, questo sì, ed è per questo forse che continua a vivere in questa casa, perchè vuole avere un po’ di compagnia».

La donna tace. Insieme guardiamo la casa.
Scatto un’ultima foto alla rosa che è più vicina alla ringhiera, un bocciolo delizioso, e penso a quanto deve essersi sentita triste e sola la signora delle rose.

Perchè i fantasmi continuano ad abitare i luoghi in cui hanno vissuto? Forse perchè sentono la solitudine, non accettano di essere passati all’altro mondo, e vorrebbero continuare a vivere la loro vita come se fossero ancora in vita. Mi fanno tristezza.

EPILOGO
È passata qualche settimana da quell’incontro. A casa, scarico sull’hard disk del portatile le fotografie che ho scattato sul cellulare e le passo in rassegna sul pc.
Mi soffermo sugli scatti delle rose, e sobbalzo. Ecco l’ultima foto che ho scattato, quella che ritrae il bocciolo sullo sfondo della casa. È forse un volto quello che mi osserva?
A voi il giudizio.

Nel cerchietto bianco si intravede quello che assomiglia a un volto…
o forse è solo la mia immaginazione?

8 Comments on “La signora che amava le rose”

  1. ciao com’e’ triste questa storia…………
    sai ho ingrandito la foto e ho notato un’altra macchia bianca come quella che hai indicato…………
    si trova a destra sull’altro vetro ma e’ piu’ piccola……………..
    non so cosa puo’ essere…..
    ciao buona giornata!

  2. Bellissime le rose,ma io non le regalerei mai a una donna,sono usate e abusate..meglio altri fiori più inusuali,per donarle un fiore e farle capire quanto è speciale 😉

  3. Io amo le rose, per il mometo ne ho solo due piante. Una di black baccara e un’altra comprata alla sma per due euro che sembra essere la versione nana (perchè sono roselline) della Philippe Noiret. Però vorrei comprarne altre.
    Comunque mi succede spesso di trovare volti nelle mie foto, inquietante!

  4. Che fortuna! Una storia di fantasmi di prima mano! C’è gente che darebbe un braccio per storie del genere su cui scrivere un post o un articolo.
    Vale sempre il detto: chi cerca, trova!
    Molto bella anche questa storia…

  5. Beh..io il giardino ce l’ho…ma il roseto di rose rosse che c’è non mi piace molto, una volta feci un sogno inquietante il cui fulcro era proprio il roseto…
    Però le rose mi piacciono, i boccioli bianchi sono i miei preferiti…
    Bella storia..per il volto non saprei, non riesco a distinguere bene.. 😉
    A presto, Artemisia

  6. Uno dei miei rimpianti è non avere il giardino, perchè così oltre a qualche animale in più che possa far compagnia alla mia gatta nera, io e mia moglie potremmo finalmente permettersi un bel giardino con tante piante.
    Anche di rose.

Rispondi