Il ponte del diavolo

By | 26 maggio 2011
Lo scopo principale di questo blog è quello di raccogliere storie, leggende, dicerie che hanno come tema principale quello del mistero, nelle sue varie forme e sfaccettature: fantasmi, case stregate, castelli maledetti, luoghi fantastici, miracoli, fenomeni inspiegabili e chi più ne ha più ne metta.

Si tratta essenzialemente di storie che sono affidate alla sola tradizione orale, e che andrebbero certamente perdute se qualcuno non si facesse carico di memorizzarle e diffonderle, perchè fanno parte del patrimonio culturale del luogo in cui sono nate.

La storia di cui parlerò oggi è ambientata nel veneziano, nell’isola di Torcello, e racconta la leggenda del Ponte del Diavolo.

Ponte del Diavolo, Torcello

Lungo la strada che va dal porticciolo alla piazza principale di Torcello si trova un ponte molto caratteristico, perchè è l’unico, assieme al Ponte del Chiodo a Cannaregio, che è privo di parapetto, come gli antichi ponti di Venezia.

Wikipedia fornisce qualche indicazione sul ponte: l’origine del nome è ancora inspiegabile. Taluni affermano che Diavoli fosse il soprannome di una famiglia locale, altri la fanno risalire ad una leggenda, che è quella di cui parlerò oggi.
Le recenti indagini archeologiche hanno confermato che la sua edificazione risale al XV secolo, in quanto nel terriccio presente tra l’arco in mattoni ed il piano di calpestio, anch’esso in mattoni, sono stati ritrovati reperti databili a quel periodo. Si è però potuto constatare che le sue fondazioni si innestavano su fondazioni preesistenti, databili al XIII secolo, appartenenti ad un precedente ponte probabilmente piano e più stretto dell’attuale di circa un metro.

LA LEGGENDA.

Durante l’occupazione austriaca, una ragazza veneziana si innamorò proprio di un ufficiale di quell’esercito. La famiglia di lei da subito ostacolò quell’anore impossibile, e fecero di tutto per mettere fine alla storia d’amore tra i giovani. Allontanarono da Venezia la fanciulla, ma questra trovò ugualmente il modo per vedere il fidanzato di nascosto.
Un giorno, il giovane ufficiale non si presentò mai all’appuntamento con la sua amata. Lei non si diede per vinta, e continuò ad attenderlo fino a quando non le fu data la terribile notizia che il suo amato era stata assassinato. La fanciulla si disperò, anche perchè nessuno sapeva chi fosse stato l’assassino…si poteva soltanto immaginarlo, visto l’astio che i genitori della ragazza provavano per il suo innamorato.
La fanciulla si lasciò andare allo sconforto, smise di mangiare, si rinchiuse nella sua stanza e non volle più uscirne. I genitori, addolorati, capirono il grave errore che avevano commesso, al quale però non si poteva più rimediare.
Un amico di famiglia però si fece avanti, e comunicò alla ragazza che una possibilità di avere indietro il suo innamorato c’era: avrebbe solo dovuto recarsi da una maga che lui ben conosceva.

La ragazza corse dalla maga, e lei fu ben lieta di aiutarla. La maga fece un patto con il diavolo: il giovane ufficiale sarebbe stato riportato in vita in cambio delle anime di sette bambini cristiani morti prematuramente ma battezzati.
La fanciulla era a tal punto disperata che acconsentì senza pensarci due volte. Il contratto fu stipulato; restava solo da scegliere il luogo dove sarebbe avvenuto lo scambio: il diavolo propose ponte del Torcello, luogo appartato e abbastanza nascosto e, soprattutto, senza nessuna chiesa nelle vicinanze.

Pochi giorni prima di Natale la strega e la ragazza si recarono sul luogo dell’appuntamento, nella notte, sul lato detrso del ponte. Verso mezzanotte la strega consegnò alla fanciulla una candela accesa e una moneta d’oro, e la mandò in mezzo al ponte.
La strega evocò il diavolo, che si manifestò nero e gigantesco di fronte a lei. Senza dire nulla, il demonio si sfilò da sotto la lingua una piccola chiave dorata, prese in cambio la moneta d’oro della fanciulla, e sputò la chiave d’oro nell’acqua, dove l’ombra del ponte si rifletteva sotto la luna.

Non appena la chiave ebbe toccato l’acqua, dall’altro lato del ponte apparve il giovane ufficiale austriaco. La ragazza allora scese il ponte, giunse di fronte al suo innamorato, soffiò sulla candela accesa e l’oscurità li avvolse entrambi, portandoli in un luogo senza tempo e senza spazio dove poterono vivere la loro storia d’amore indisturbati.

Ma il diavolo voleva essere pagato. Sette anime, era il prezzo pattuito. Il diavolo e la strega si accordarono per la consegna: avrebbe dovuto avvenire la notte del 24 dicembre, nelle vicinanze di quello stesso ponte.

Il diavolo e la strega non sapevano però di essere stati spiati: acquattato dietro un cespuglio si trovava infatti un giovane, che, volendo salvare la vita ai sette bambini, pensò bene di assassinare la strega. La seguì dunque fin casa, e quando fu ben sicuro che la strega stesse dormendo, lesto lesto appiccò il fuoco alla casupola di legno e paglia in cui la donna dormiva.

In breve, casa e strega furono ridotte a un mucchietto di cenere.

Il diavolo però, che non aveva saputo nulla della morte della sua adepta, il 24 dicembre si recò al ponte del Torcello come pattuito, e attese invano il suo carico di anime cristiane.

Da allora, ogni vigilia di Natale, un gatto nero gironzola nelle vicinanze del ponte, attendendo la vecchia strega che giunga a immolargli le sette anime di bambini cristiani come promesso…ma nessuno è mai comparso.

8 thoughts on “Il ponte del diavolo

  1. Alessandro-Merlino

    Ho sempre avuto un debole per i “ponti del Diavolo”,specie perchè in genre finiva sempre che ad attraversarlo per primi erano dei poveri cani,che finivano normalmente in pasto al deomnio al posto di qualche anima.
    Ne abbiamo uno anche qui dalle parti di Vergiate,anche se non so quanto sia antico.
    La storia è sempre la solita:il dioavolo viene incaricato di costruire un ponte,(impossibile per i mortali) in cambio dell’anima della prima persona che passerà.
    Il finale è ovvio….
    Alex

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  2. liber@discrivere

    @Edu ti ringrazio! Ho scovato almeno altri due “ponti del Diavolo”, uno a Cividale del Friuli, l’altro a DRonero, in Piemonte. Però so che ne esiste un altro vicino Belluno, e se possibile è ancora più terrificante di questi. Credo che andrò a fare una visitina per avere del materiale per un nuovo post.

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  3. EDU

    Ci sono parecchi ponti del diavolo in giro per tutto lo stivale. Credo sia un mito antico quanto l’uomo e che ha valenze simboliche e esoteriche. Ottimo post. ^__^

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  4. liber@discrivere

    @Nick ho visto, bel post, grazie!

    @Eddy mi piacerebbe indagare in effetti, anche perchè di storie su “ponti del diavolo” e cose simili ne ho scoperte moltissime!

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  5. Eddy

    Che bella leggenda. Non l’avevo mai sentita. Potrebbe essere un buonissimo spunto per un racconto più articolato. Solo una cosa: di solito le leggende nascondo sprazzi di verità o morali intrinseche, sarebbe molto interessante capire cosa si cela dietro a questo racconto 😉

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